NEWS | Unipg, Perugia ricorda la Convenzione di Faro

Una conferenza online dal titolo “La Convenzione di Faro. Dal diritto del patrimonio culturale al diritto al patrimonio culturale” sarà trasmessa in diretta l’1 dicembre 2020 dalle ore 16:30. Gli interventi saranno curati dal Dipartimento di Lettere – Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Perugia.

Il webinar si svolgerà sulla piattaforma online Microsoft Teams: qui il link per accedere.

Cos’è la Convenzione di Faro

“Riconoscere l’interesse pubblico associato agli elementi dell’eredità culturale, in conformità con la loro importanza per la società; mettere in luce il valore dell’eredità culturale attraverso la sua identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e presentazione; assicurare che, nel contesto dell’ordinamento giuridico specifico di ogni Parte, esistano le disposizioni legislative per esercitare il diritto all’eredità culturale; favorire un clima economico e sociale che sostenga la partecipazione alle attività inerenti l’eredità culturale; promuovere la protezione dell’eredità culturale, quale elemento centrale di obiettivi che si rafforzano reciprocamente: lo sviluppo sostenibile, la diversità culturale e la creatività contemporanea” – dall’art. 5 della Convenzione.

Sono questi gli obiettivi della Convenzione di Faro, un trattato stretto nell’omonimo comune del Portogallo il 27 ottobre del 2005. L’Italia aveva firmato il trattato nel febbraio del 2013, ma la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la ratifica soltanto di recente, il 23 settembre 2020. La Convenzione, a oggi ratificata da 29 Paesi membri del Consiglio d’Europa, non impone specifici obblighi per i Paesi firmatari: lascia a essi una discreta autonomia su mezzi e misure. I Paesi membri devono, ovviamente, riconoscere la preziosità del patrimonio e valorizzarlo con leggi e attività dedicate. 

Maria Rosaria Ariano

Classe '99. Sono una laureanda del CdL triennale in Scienze Archeologiche presso la Sapienza, Università di Roma. Ho frequentato laboratori archeologici nei depositi di scavo dello stesso Ateneo: Leopoli-Cencelle (VT) e pendici meridionali del Palatino (RM; Domus Augustea e fortezze Frangipane) in cui ho esperienza di scavo. Adoro il greco antico: ho seguito diversi laboratori di traduzione e corsi di potenziamento; ho esperienza con la schedatura di frammento di decorazione architettonica romana e con la schedatura epigrafica. Vado volentieri in giro per biblioteche e mi diverto con CAD e GIS.

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