Una Pescarese a Messina | Quel che la Vara rappresenta per ogni messinese

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La sosta di fronte a Palazzo Zanca fu un po’ più lunga per il tradizionale saluto ai Giganti, cari e leggendari fondatori della città, impettiti e fieri, e per la concentrazione di persone riunite ad aspettare l’arrivo della Vara. Lì incontrai i miei amici Francesco e Stefania con il piccolo Kilian e la madre di Stefania, Cettina.

Alla notizia che non avevo mai visto la processione, lei decise che dovevo assolutamente assistere da vicino e accettò come una missione il compito di farmi spazio tra la folla perché Tu e tuo fratello non l’avete mai vista prima! Grazie a lei riuscii a cogliere tutti i dettagli che descrivo qui e penso che li custodirò sempre nei miei ricordi. Devo dire che ne è valsa veramente la pena, perché così ebbi l’occasione di rendermi conto di cosa rappresenta la processione della Vara per Messina ed i suoi abitanti. Anche nella tanto attesa “girata” in Via Primo Settembreero in prima fila!

Tonnellate di ferro, legno e cartapesta erano pronte a scivolare ancora, trainate solo dalla forza umana. La Vara non è solo un carro votivo, rappresentante l’Ascensione di Maria al cielo, alto 14 metri; è il simbolo di una collettività intera che ritrova e trasferisce in essa la volontà di condivisione, il senso di appartenenza (quello che cercavo follemente io ed è per questo che assistere alla processione mi ha segnato tanto), la speranza di un riscatto che si riaccende, attraverso la fede verso l’amata Patrona di Messina e la storia comune.

C’è tutto questo e molto altro in quel Viva Maria urlato a squarciagola, nei piedi nudi e affaticati, nella preghiera accorata, nel volto di migliaia di persone, donne e uomini, che si aggrappano alle corde imprimendo loro energia e cuore, ed in ogni singolo centimetro di corda benedetta riportato a casa come ricordo.

Lo custodisco anche io ora, in casa, da buona messinese!

 

Continua la prossima settimana.

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