Una Pescarese a Messina | Il fiume bianco della Vara

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Per oltre due ore seguimmo la processione, dalle 19, fino all’arrivo in Piazza Duomo. Per oltre due ore migliaia di persone, con il cuore gonfio di orgoglio, che pur non tirando il carro erano anch’essi attori della tradizione che si ripete, ai margini della machina, in corteo seguendola in segno di voto o ai lati della strada, urlavano Viva Maria applaudivano e pregavano, con gli occhi lucidi dalle lacrime e dall’emozione. La fatica dei tiratori che nelle fermate riprendevano fiato e si davano il cambio come capicorda.

Non scorderò mai l’espressione di uno di essi, nella sosta di fronte al Nettuno: nel suo viso tutta la fatica, gli occhi spalancati, la bocca aperta a riprendere fiato, il sudore che gli imperlava la fronte, l’abito bianco con la fascia celeste mariana e i piedi scalzi, rossi sull’asfalto bagnato dalle pompe delle autobotti; sembrava che stesse per cadere al suolo da un momento all’altro, ed invece, quando l’addetto alle segnalazioni diede il via al capotimoniere sulla piattaforma della Vara per riprendere la corsa, si rianimò di colpo: tutti erano attenti, verso il segnalatore: sventolò la bandiera e iniziò a fischiare e a gridare Viva Maria con voce potentissima, dando la carica a tutti i tiratori.

I tiratori, immagine dal web

La folla esplose in un unico grido di gioia. Il capofila semisvenuto si rianimò di colpo e con uno slancio, che a me parve sovrumano, spinse finché tutti gli altri dietro di lui iniziarono a correre e a spingersi in avanti l’uno con l’altro: il carro votivo di Maria Assunta in cielo iniziò a scivolare e si mosse sotto i miei occhi, ancora meravigliata da quello che avevo appena visto. Migliaia di persone correvano e si spingevano in avanti, era un fiume bianco, che pareva interminabile, di persone che gridavano, i devoti attorno a me che applaudivano e incitavano, lemigliaia di piedi scalzi che battevano e scivolavano sul selciato lucido, l’umidità e l’energia che salivano, la luna e il sole roteavano, festoni e ghirlande e il timoniere fischiava e le bandiere sventolavano. Tutto in armonia. Difficile descrivere l’impatto emotivo che tutto ciò ha sul cuore dei messinesi in quell’istante.

Ogni anno i messinesi dicono: Quest’anno la Vara non la vado a vedere, ma poi sono lì, in strada, a gridare tutti insieme.  

 

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