UCRAINA | Tanti dialoghi, nessun passo avanti

Continua il confronto tra Ucraina e Russia. Nonostante un rischio default sempre più imminente, Mosca accetta un dialogo con Kiev solo alle proprie condizioni. A gettare ulteriormente benzina sul fuoco ci penseranno la Cina, con la sua definitiva posizione sul conflitto, e la Polonia, che ha proposto aiuti aerei agli Stati Uniti. Ma c’è anche chi ha deciso di non dare supporto a Biden.

 

Leader di Arabia ed Emirati rifiutano telefonata con Biden

Secondo quanto scritto dal Wall Street Journal, i leader di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero declinato una telefonata con Joe Biden. Oggetto della telefonata era la costruzione di una coalizione internazionale per sostenere Kiev e frenare i prezzi del petrolio russo. Il rifiuto dei due leader sarebbe giustificato dal debole supporto che gli Stati Uniti hanno dato nella guerra in Yemen, ma anche da possibili preoccupazioni in merito all’accordo sul nucleare iraniano.

 

Gli aiuti aerei della Polonia
Rifugiati al confine con la Polonia


Discorso diverso, invece, per la Polonia.  Le autorità della Repubblica di Polonia, dopo le consultazioni tra il presidente e il governo, sono pronte a schierare gratuitamente tutti i loro jet MIG-29 alla base aerea di Ramstein e a metterli a disposizione del governo degli Stati Uniti d’America.

Parallelamente, la Polonia chiede agli Stati Uniti di fornirle aerei usati con capacità operative corrispondenti. Il governo polacco ha poi chiesto agli altri alleati della NATO di agire nello stesso modo. Tuttavia, Washington ha rifiutato la proposta polacca, definendola “non sostenibile” e “preoccupante per l’intera alleanza NATO”.

Russia, “Dialogo solo se riconosciuta la sovranità di Donetsk e Lugansk”

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dall’agenzia di stampa Tass, ha detto: “L’operazione militare speciale della Federazione Russa non mira a rovesciare l’attuale governo dell’Ucraina o distruggere la sovranità del paese, ma mira a proteggere le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk“.

Di conseguenza, il Cremlino aggiunge: “La Russia vuole tenere colloqui con l’Ucraina il prima possibile, dipende dalla volontà di Kiev nel riconoscere le Repubbliche di Donetsk e Lugansk stati sovrani e indipendenti.”

Interruzioni delle attività commerciali con la Russia e possibile default

Ma il Cremlino ha anche denunciato una guerra economica guidata dagli Stati Uniti contro la Russia.

A dimostrarlo ci sono le numerose aziende che si sono unite nell’interrompere ogni forma di attività commerciale con la Russia. Questo scenario, secondo l’agenzia di rating Fitch, potrebbe portare la Russia a rischiare l’imminente default.

L’ennesimo cambio di rotta della Cina

A differenza dei giorni passati, infine, la Cina ha preso una posizione più filo-russa.

Infatti, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, commentando le ricostruzioni del New York Times relative alla conoscenza di Pechino dei piani russi contro l’Ucraina, ha detto: “le azioni della Nato guidata dagli Stati Uniti hanno gradualmente spinto fino al conflitto Russia-Ucraina”.

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