UCRAINA | L’anacronismo di una guerra incomprensibile

All’alba del 24 Febbraio la Russia, guidata da Putin, ha comunicato la sua volontà di intraprendere “un’operazione speciale” nei confronti dell’Ucraina dopo il riconoscimento delle Repubbliche separatiste del Donbass, Donetsk e Lugansk (SE dell’Ucraina). L’obiettivo, secondo quanto dichiarato dal Capo di Stato russo, sarebbe quello di “denazificare” e di “demilitarizzare” il paese ucraino attraverso un’operazione di peacekeeping, che altro non è che un’anacronistica azione di guerra. Dopo l’invasione, il 28 Febbraio sono iniziate delle trattive tra governo ucraino e russo (con mediazione di quello bielorusso, vicino a Putin), mentre la furia della guerra continua a impazzare.

Ma quali sono le cause di questa guerra?

Bisogna risalire molto indietro nel tempo e non è facile riassumere in poche righe le motivazioni economiche, socio-politiche e storiche che hanno portato allo scoppio di questa guerra. L’Ucraina è posizionata in un’area strategica di confine e di cerniera tra Russia ed Europa e rappresenta la culla della cultura russa moderna (fin dal IX secolo d.C. con la formazione dell’entità monarchica dei Rus’ di Kiev). Ripercorriamo velocemente alcune delle principali tappe: nel 1989 cade il muro di Berlino; a partire dal 1991 (scioglimento del Patto di Varsavia) crolla il sistema delle Repubbliche Socialiste Sovietiche; dal 1999 in poi entrarono a far parte della Nato una serie di paesi dell’Europa orientale (Repubblica Ceca, Slovacchia Ungheria, Polonia, Bulgaria, Lettonia, Estonia, Romania, Slovenia ecc..), nel Febbraio 2014 il popolo Ucraino caccia il presidente filorusso Viktor Janukovyč, la Russia annette la penisola ucraina della Crimea e vengono sedate le rivolte dei separatisti filo-russi della regione del Donbass (a cui segue Patto di Minsk). 

Ancora oggi l’Ucraina è divisa

Una parte della popolazione è più filo-occidentale (nelle zone ovest) mentre nei territori orientali, il sentimento popolare è legato alla Russia. L’Ucraina, in particolare grazie all’elezione democratica di Volodymyr Zelensky nel 2019, ha avviato un processo di avvicinamento all’Unione Europea. Perché quindi la Russia ha deciso di organizzare un’operazione militare su larga scala? Le cause sono molteplici. La Russia ritiene di avere un diritto storico sull’Ucraina (che faceva parte dell’Unione Sovietica) e reputa pericoloso sia l’allargamento dei paesi di influenza Nato che la volontà dell’Ucraina di entrare nell’Alleanza Atlantica (comunque processo ancora in fase embrionale per via delle clausole di accesso richieste[1]).

 

Vi sono anche motivazioni economiche

Esse sono connesse al settore agricolo ed energetico (soprattutto il gas, ma anche risorse minerarie), e diplomatiche, collegate alla sostanziale assenza di trattative diplomatiche tra stato russo e governi occidentali che impedissero questa escalation.

Il Cremlino vorrebbe quindi mantenere la sua influenza su quei territori di confine tra Europa occidentale ed orientale, costringere la Nato a rinunciare ai suoi interessi nei paesi dell’est (senza tenere conto della sovranità popolare dei paesi interessati?) e creare un’area cuscinetto tra i territori di influenza atlantica e quelli russi (demilitarizzazione dell’Ucraina e riconoscimento dell’annessione della Crimea). E’ proprio di questi argomenti di cui si sta discutendo nelle recentissime trattative in corso.

[1] Per potere ottenere l’ingresso all’interno del Patto Atlantico l’Ucraina deve risolvere i problemi legati alla corruzione, intraprendere un percorso di riforme politiche e militari e risolvere il problema dei separatisti del Donbass.

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