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NEWS | Archeologia a domicilio: il Museo di Arona (NO) lancia il tour virtuale

Il Museo Archeologico di Arona (NO) sarà affiancato nel percorso di visita da un tour 3D, accessibile a tutti direttamente da casa propria.

Il Museo di Arona

Il Museo Archeologico di Arona è stato inaugurato nel 1997. Al suo interno racchiude la storia dell’insediamento del territorio; conserva reperti che coprono un ampio spettro temporale: dal Neolitico fino al Rinascimento; le ceramiche cinquecentesche sono state rinvenute durante gli scavi per l’ampliamento dell’ospedale cittadino.

Una sala del museo
Il tour virtuale

Per migliorare la fruibilità e, di conseguenza, la conoscenza della storia del territorio, è stato creato un tour tramite la ricostruzione virtuale 3D del Museo.

Spaccato tridimensionale del museo

La possibilità di immergersi all’interno del Museo, navigando dal proprio computer, è stato possibile grazie a Mauro Bonifacio, professionista aronese; il tour è stato progettato tramite il software Matterport.

Ad esempio, è possibile osservare: la planimetria, una riproduzione 3D da cui selezionare i punti da visualizzare, per non parlare della possibilità di scorrere con il cursore la riproduzione fotografica tridimensionale ad alta risoluzione e, quindi, immergersi nelle sale espositive da varie angolazioni.

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La prima vetrina con i reperti della Cultura di Golasecca visitabile in tour 3D
Il pensiero dell’assessore alla Cultura di Arona

A proposito di ciò, Chiara Autunno coglie l’opportunità con queste parole:

«Il tour virtuale è un eccellente strumento per “portare” il museo a domicilio e far scoprire, in parte, i reperti che custodisce nella sede di Piazza San Graziano; il fatto che sia frutto del dono di un benefattore della città lo rende ancora più speciale e meritevole di elogio. Il nostro museo è una piccola, ma fondamentale realtà per il nostro territorio e per chi ha sete di conoscenza, e aspetta solo di essere visitato grazie anche alla bravura della conservatrice e delle operatrici museali».

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L’assessore Chiara Autunno
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NEWS | A Santo Stefano di Camastra (ME) arriva “Archeologia dei Nebrodi”

Archeologia dei Nebrodi è la nuova mostra inaugurata a Santo Stefano di Camastra (ME) che, grazie al recupero di numerosi reperti, comprende un arco temporale che va dalla Preistoria al Medioevo. La mostra nasce grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza di Messina, il Parco dei Nebrodi e il Comune di Santo Stefano di Camastra. Il complesso architettonico di Palazzo Trabia, già sede del Museo Civico della Ceramica, è la sede della nuova mostra.

L’inaugurazione della mostra

In una sezione sono ospitati i materiali provenienti da Santo Stefano di Camastra. I reperti, in parte donazioni di privati, offrono evidenza di scoperte avvenute sia in area urbana che nel territorio, confermando una frequentazione già a partire dall’età arcaica. Un’altra porzione dell’esposizione, invece, presenta i reperti più significativi provenienti da altre località nebroidee. Reperti provengono dunque da San Marco D’Alunzio (antica Alontion/Haluntium), Caronia (antica Kalè Aktè), San Fratello (antica Apollonia), Mistretta, Militello Rosmarino (Monte Scurzi), Sant’Agata di Militello e Alcara Li Fusi.

I reperti in mostra

«Abbiamo selezionato i migliori reperti rinvenuti», spiega la Soprintendente di Messina, Mirella Vinci. «Molti di essi sono assolutamente inediti, tra i quali una statua marmorea di togato del I sec. a.C. e 130 monete provenienti da scavi sistematici e da recuperi condotti a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso».

La mostra rimarrà visitabile dal 9 luglio al 31 dicembre 2021, da martedì a domenica, dalle ore 10-13 e dalle 16-20.

L’assessore Samonà e la soprintendente Vinci in un momento dell’inaugurazione
Un’inaugurazione d’eccezione

La mostra, inaugurata venerdì 9 luglio, si compone di 550 reperti recuperati nel corso di numerose campagne di scavo. All’inaugurazione erano presenti l’assessore Alberto Samonà, il sindaco di Santo Stefano di Camastra, Francesco Re, il presidente del Parco dei Nebrodi, Domenico Barbuzza, e la soprintendente di Messina, Mirella Vinci. Insieme ad essi, inoltre, erano presenti anche i direttori del Parco Archeologico di Naxos Taormina e di Tindari, Gabriella Tigano e Domenico Targia.

Samonà, Re, Barbuzza e Vinci inaugurano la mostra

«I Nebrodi sono monti che custodiscono millenni di storia, identità, vicende di popoli che li hanno vissuti e antichi culti». Così afferma Samonà. «Questa esposizione è importante perché affronta un arco temporale molto ampio; nonché mette in luce per la prima volta importanti ritrovamenti archeologici avvenuti in una vasta porzione dei Nebrodi, con particolare riferimento alla loro parte settentrionale. Si tratta, dunque, di un’iniziativa che favorisce il processo di riconoscimento e identificazione delle comunità locali. Le fa sentire parte di un unico processo di recupero della memoria storico-identitaria».

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NEWS | “Agorà Archeologia”, il Museo di Bologna diventa una piazza aperta alla Cultura

La piazza vicino alla piazza” è il sottotitolo dell’iniziativa Agorà Archeologia, promossa dal Museo Civico Archeologico di Bologna. Un modo per continuare a ospitare visitatori da tutto il mondo nonostante la chiusura temporanea di alcune sale del Museo.

 Agorà Archeologia, vivere la piazza come gli antichi greci

Dal primo luglio lo spazio del piano terra del Museo diverrà parte integrante del percorso espositivo temporaneo, pensato come le antiche piazze delle città greche: per l’incontro e il confronto dei cittadini e di tutti i visitatori. Una piazza “archeologica” per mantenere e rinsaldare il legame tra la città e il suo patrimonio attraverso mostre, incontri, visite guidate, laboratori e uno spazio dedicato all’accessibilità.

Collezione greca del Museo Civico Archeologico di Bologna – foto: Matteo Monti

Dante Alighieri, primo ospite della “Piazza”

Il Sommo Poeta sarà il primo ospite dell’iniziativa. Dal primo luglio al primo novembre, infatti, la “Piazza” sarà il teatro espositivo di una mostra su Dante Alighieri: … che mi fa sovvenir del mondo antico. L’esposizione analizza personaggi e tradizioni di miti e storia del mondo antico riprese da Dante, che le rielaborò in chiave cristiana nella costruzione dell’Aldilà nella Divina Commedia.

Tutti gli elementi che ritroviamo nel viaggio di Dante attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso sono, infatti, un insieme di influssi e apporti culturali, filosofici, teologici e letterari provenienti dal mondo classico; derivati anche dalle aree orientali del bacino del Mediterraneo, filtrati dalle tradizioni ebraica, greco-romana e cristiana e dalle successive dottrine medievali.

Sandro Botticelli, Dante Alighieri, tempera su tela, 1495

Agorà Archeologia: i reperti delle sale chiuse saranno esposti a rotazione

I lavori del Museo Civico Archeologico di Bologna, commissionati dal Settore Manutenzione del Comune di Bologna, avranno una durata di circa 10 mesi. Dal 28 giugno 2021 non sarà più possibile visitare le collezioni relative alla storia di Bologna, le collezioni Etrusco-Italica, Greca, Romana e la Gipsoteca. Il percorso Agorà Archeologia darà la possibilità ai visitatori di poter osservare alcuni reperti provenienti dalle sale chiuse. A rotazione, infatti, verrà esposta una selezione di reperti di maggiore pregio, conservati al primo piano, temporaneamente chiuso.

Torso loricato di Nerone, uno dei reperti esposti a rotazione nell’Agorà del Museo Civico Archeologico di Bologna – foto: Siti Archeologici d’Italia
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NEWS | Grandi eventi al Museo di Chiavari (GE) per celebrare le Giornate Europee dell’Archeologia

Il 19 giugno Chiavari (GE) celebrerà l’archeologia tramite visite guidate al Museo Archeologico Nazionale, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia.

Le Giornate Europee dell’Archeologia

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Le Giornate dell’Archeologia sono nate in Francia (JNA) e sono arrivate in Europa nel 2019, quando 17 Paesi vi parteciparono. Così, nel 2020, si trasformarono ufficialmente in Giornate Europee dell’Archeologia (JEA).

In occasione delle Giornate i professionisti del mondo archeologico lavorano per mostrare il patrimonio culturale nazionale. I vari organismi di ricerca e gli operatori culturali sono invitati a organizzare attività innovative e interattive destinate al grande pubblico.

Le celebrazioni a Chiavari (GE)
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Alcune esposizioni del Museo di Chiavari (GE) – foto: La Mia Liguria

Chiavari (GE) celebra le Giornate aprendo quindi il suo Museo a visite guidate che mostreranno il nuovo allestimento, inaugurato il 14 maggio 2021; le visite riporteranno in luce parte dalla storia del territorio per arrivare alle esplorazioni archeologiche e ai preziosi reperti ritrovati nei corredi funerari dell’antica necropoli. In tutti i poli museali della Liguria sono previsti grandi eventi, è un’occasione da non perdere assolutamente!

L’organizzazione delle visite

Il Museo prevede visite guidate al nuovo allestimento in diverse fasce orarie; la guida sarà la dott.ssa Fabiola Sivori della Direzione regionale Musei Liguria. Le visite guidate sono gratuite, con biglietto di ingresso al museo per i maggiori di 18 anni. 

  • Sabato 19 giugno: ore 9.00, 10.00, 11.00, 12.00.

I posti sono limitati e, dunque, è necessaria la prenotazione al numero 0185 320829 (dalle 9 alle 14) o all’indirizzo mail: drm-lig.museochiavari@beniculturali.it. Questo link raccoglie tutte le informazioni necessarie.

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NEWS | Musei a quattro zampe, Bologna diventa pet-friendly

In tempi di pandemia è già una libertà riconquistata poter andare al museo. Se poi si può portare con sé il proprio cane, allora diventa un’esperienza davvero unica. E a permetterlo sono i Musei Civici di Bologna, divenuti ufficialmente dog friendly grazie all’accordo siglato tra Istituzione Bologna Musei e Bauadvisor, nuovo portale dedicato al mondo dei cani e dei loro proprietari.

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Cos’è il dog-sitting e come funziona

Si tratta di un’iniziativa originale e molto utile, che punta a rendere maggiormente accessibile il patrimonio museale includendo più ampie fasce di pubblico. L’iniziativa ideata da Bauadvisor Dogs & Museum, infatti, mette a disposizione un servizio di dog-sitting. I proprietari di cani, andando in museo, non saranno più obbligati a separarsi dai propri compagni a quattro zampe. Un dog sitter professionista, infatti, se ne prenderà cura – portandoli a passeggio nelle aree verdi limitrofe – per l’intera durata della visita.

Sono ben nove i musei bolognesi coinvolti nell’iniziativa: Museo Civico Archeologico, Collezioni Comunali d’Arte, Museo Civico Medievale, Museo Davia Bargellini, Museo internazionale e Biblioteca della Musica, Museo Civico del Risorgimento, Museo del Patrimonio Industriale, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi. Il servizio è disponibile su prenotazione attraverso il portale www.bauadvisor.it e l’app Bauadvisor.

Arte a quattro zampe: gli itinerari tematici

Ma l’iniziativa non si focalizza solo sulla possibilità di avere un dog-sitter durante le visite. I visitatori potranno scegliere tra diversi itinerari tematici pensati proprio per agli appassionati degli amici a quattro zampe. Così, dall’archeologia alla pittura, passando per la scultura, si potrà scoprire il patrimonio museale seguendo la figura del cane, tra gli animali maggiormente rappresentati nella storia dell’arte. Le opere selezionate saranno facilmente riconoscibili grazie alla presenza dell’icona di un cane ideata e disegnata da Maria Elena Canè, restauratrice del Museo Civico Archeologico.

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Il logo di Bauadvisor disegnato per il Museo Civico Archeologico

Non può mancare al Museo Civico Archeologico un itinerario in 20 punti dal titolo Un’antica amicizia. Si vedrà l’importanza del cane nelle società greca, etrusca e romana, dal suo impiego come animale da caccia, alla sua identificazione come amico, fino anche al carattere mitologico che lo vede come guardiano dell’oltretomba.

Al MamBo, Museo d’arte Modera di Bologna, sarà possibile ammirare Scudo con fontana (1987/1993) di Mimmo Paladino. L’opera presenta una figura maschile che aderisce a un grande disco con una testa animale, forse un lupo o un cane, dalla cui bocca sgorga uno zampillo dell’acqua sulla quale la scultura sembra galleggiare.

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Scudo con fontana di Mimmo Paladino al MamBo

Le Collezioni Comunali d’Arte, inoltre, presentano il monumento alla memoria del cane Tago. Il marchese Tommaso de’ Buoi fece realizzare un monumento dopo la morte accidentale del proprio fedele compagno, avvenuta alla vista del padrone di ritorno da un lungo viaggio, Tago gli si lanciò incontro da una finestra del secondo piano del palazzo di residenza, rimanendone ucciso. E proprio da quel davanzale sporgeva, prima del restauro, la statua dell’amatissimo cane.

Statua del cane Tago (immagine via Guida Bologna)

Così anche gli altri musei presentano dipinti, statue, opere che ritraggono l’amico più fedele dell’uomo nel corso della storia. Un’iniziativa imperdibile per conoscere meglio i musei bolognesi e trascorrere più tempo con il proprio compagno a quattro zampe!

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NEWS | Riapre il Museo Archeologico di Chiavari (GE)

Oggi, 13 maggio 2021, l’archeologia riparte a Chiavari (GE). Dopo un lungo restauro durato 14 mesi, riapre quindi il Museo Archeologico di Chiavari.

La città
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Chiavari (GE) – foto: Assessorato al Turismo del Comune di Chiavari

Chiavari è un comune della riviera ligure, parte della provincia di Genova. Si pensa sia stata fondata tra l’VIII e il VII secolo a.C.: ipotesi avvalorata dal ritrovamento di resti di una necropoli datata in quel periodo. La città ebbe un ruolo fondamentale per il territorio del Tigullio dai tempi della Repubblica di Roma fino ai giorni nostri; la grande espansione urbanistica avvenne quindi tra il XII e il XIII secolo sotto il controllo della Repubblica di Genova.

Il Museo e i reperti esposti

Il Museo venne inaugurato nel 1985, ospitato nei locali di Palazzo Rocca (XVII secolo), un tempo adibiti a scuderie. L’allestimento espone i reperti ritrovati nelle indagini del 1959 effettuate in Corso Millo.

Tre settori del sepolcreto di Chiavari (GE) – foto: del Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei della Liguria

Il sepolcreto ritrovato si articola in tre settori, nei quali si trovano dei recinti circolari o rettangolari con 126 tombe “a cassette”. All’interno delle sepolture vi sono corredi alquanto numerosi con reperti da ornamento o armi in bronzo, oro e argento. Numerosi erano anche i reperti ceramici di vario genere, forme vascolari da libagione usate durante i riti funebri.

Reperti di corredo dalla necropoli di Chiavari (GE) – foto: Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei della Liguria

Al di sotto della necropoli sono stati trovati resti di grandi contenitori ceramici, databili tra il XIII e il X secolo a.C.: il sito era quindi un approdo nautico, conosciuto anche prima della creazione del borgo.

La mostra è completata dalla biblioteca specialistica di argomento archeologico che offre supporto a ricercatori e studenti con oltre 3000 volumi.

Riapertura

Oggi, 13 maggio 2021, il Museo riapre al pubblico dopo un restauro durato 14 mesi, grazie al quale sono state create due sale in più. Questo è stato reso possibile grazie al lavoro del personale del Ministero della CulturaDirezione Regionale Musei della Liguria e della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova. Con questo ampliamento è stato dunque messo in mostra molto materiale che, per il poco spazio a disposizione, era rimasto chiuso nei magazzini.

Il Museo sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle ore 9:00 alle 14:00, e la prima domenica del mese sempre dalle 9:00 alle 14:00. La prenotazione è consigliabile durante gli infrasettimanali, mentre è obbligatoria nel fine settimana; è possibile prenotare tramite il sito o telefonando a questo numero.

Alcune esposizioni del Museo di Chiavari (GE) – foto: La Mia Liguria
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NEWS | I Musei di Villa Baciocchi (PI) riaprono i battenti

Pronti per un nuovo “Ritorno in Museo”? I Musei Villa Baciocchi a Capannoli (PI) annunciano la notizia della riapertura in sicurezza dal giovedì alla domenica. L’ingresso sarà regolato nel rispetto della normativa anti-Covid in vigore.

I Musei

I Musei di Villa Baciocchi sono allestiti nello scenario della settecentesca villa costruita sui resti del castello medievale di Capannoli (PI) appartenuto ai Gherardesca almeno a partire dall’XI secolo.

Villa Baciocchi, però, racchiude in sé due realtà culturali interessanti. Scopriamole! 

Il Museo Archeologico, situato al piano nobile della Villa Comunale Baciocchi, si compone di cinque sale che propongono un percorso archeologico sull’evoluzione della storia umana della Valdera dalla Preistoria al Medioevo. Il museo raccoglie materiali archeologici (ceramiche, monete, industria litica, elementi lapidei) che provengono da scavi e ricerche condotte nell’ampio comprensorio della Valdera (PI). L’esposizione è arricchita da ricostruzioni in scala o a grandezza naturale delle tipologie insediative documentate durante le indagini archeologiche condotte negli anni scorsi.

Ricostruzione a grandezza naturale di una capanna protostorica della Valdera (PI) – foto: Villa Baciocchi Capannoli

Il Museo Zoologico invece è collocato a piano terra della villa. Il percorso del museo si articola in cinque sale nelle quali sono esposti animali tassidermizzati: grandi felini, mammiferi, invertebrati, uccelli, rettili e pesci provenienti da tutto il mondo. Il Museo raccoglie ad oggi oltre 400 esemplari di fauna provenienti da ogni angolo della terra.

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Uccelli in una ricostruzione ambientale del Museo Zoologico di Villa Baciocchi (PI) – foto: Villa Baciocchi Capannoli

Della collezione fanno parte anche una raccolta di uccelli acquisita nel 2000 con alcuni esemplari di fine Ottocento e una raccolta di farfalle. Alcune sale ripropongono ricostruzioni ambientali con diorami dove sono esposti tigri, orsi, leoni.

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Ricostruzione ambientale del Museo Zoologico di Villa Baciocchi (PI) – foto: Villa Baciocchi Capannoli
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ATTUALITÀ | Il MANN per il Dantedì, le anticipazioni online della mostra “Divina Archeologia”

Il 25 Marzo alle ore 8.30 il Museo Archeologico Nazionale di Napoli svelerà alcune anticipazioni sulla mostra “Divina Archeologia”. In occasione del Dantedì, infatti, il MANN pubblicherà sui propri canali social alcuni suggestivi spoiler del futuro evento. Fissata per il 14 settembre 2021 la data di inizio della mostra – in cui cadono i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta– allestita con il contributo della Regione Campania.

Sarà l’hashtag#Divinaarcheologia” a presentare l’anteprima digitale per le opere dell’esposizione “Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del MANN”

”Annunciamo nel DanteDì la data simbolica scelta per l’inaugurazione.- Dichiara Direttore del MANN Paolo Giulierini- Come è noto, Dante morì a Ravenna il 14 settembre del 1321 e una collaborazione importante è stata attivata con il Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio. Tanti sono i miti, gli eroi, i personaggi della storia antica che si incontrano nella Divina Commedia e il MANN è una miniera di riferimenti iconografici. Pochi sanno che un’immagine di Dante con veste purpurea e corona d’alloro campeggia su una volta del nostro Museo, opera ottocentesca dell’artista Paolo Vetri. Divina Archeologia sarà anche l’occasione per celebrare il legame fortissimo tra Virgilio e Napoli, dove si trova la sua tomba: prima di San Gennaro il poeta latino  era considerato un ‘protettore’ della città e un mago, come testimonia il celebre mito dell’uovo di Virgilio. Un percorso che ci porterà, con una serie di podcast dedicati, anche fuori dal MANN, fino al lago d’Averno e non solo. E  inviteremo istituti e docenti a tenere lezioni su Dante nelle nostre sale e nell’auditorium”.

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Tomba di Virgilio, Virgiliano – Napoli

 

Le anticipazioni di “Divina Archeologia”

Tra le anticipazioni a distanza della mostra “Divina Archeologia”, saranno pubblicate su Facebook ed Instragram diverse opere del Museo. Prima fra tutte e protagonista la statua marmorea di Diomede da Cuma in uno scatto di Luigi Spina. Infatti, l’eroe si trova nell’ottava bolgia dell’inferno dantesco con Ulisse e i fraudolenti per aver partecipato al furto del Palladio.

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Statua marmorea di Diomede, Museo Archeologico Nazionale di Napoli – ©Luigi Spina

Quest’opera fungerà da collegamento proprio per il racconto di Ulisse e del cavallo di Troia, l’inganno del re di Itaca che portò alla vittoria degli Achei. Al grande viaggiatore sarà dedicato un post con l’affresco pompeiano che ritrae la scena in cui il cavallo viene portato all’interno delle mura di Ilio.

Affresco della guerra di Troia con ingresso del cavallo nella città, Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Statua marmorea di Diomede, Museo Archeologico Nazionale di Napoli – ©Luigi Spina

Infine, si ricorderà uno dei più grandi eroi greci: Achille, collocato da Dante Alighieri nel girone dei lussuriosi. Infatti, saranno pubblicati ben due affreschi relativi all’eroe, “Achille a Sciro” dalla Casa dei Dioscuri di Pompei, il momento in cui Ulisse e Diomede lo smascherano dalle sue vesti femminili per portarlo in guerra. Il secondo affresco ritrae Achille e il Centauro Chirone, di cui il Sommo Poeta parla nel XII canto dell’Inferno. In quest’opera è presente Pelide giovanissimo nell’atto di apprendere l’arte dell’ira dal maestro Chirone.

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“Achille a Sciro” dalla Casa dei Dioscuri di Pompei, MANN
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“Achille e Chirone” dalla basilica di Ercolano, MANN

 

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NEWS | Nuovo allestimento per la sezione romana di Palazzo Farnese (PC)

Grazie al restauro e alla rifunzionalizzazione dei sotterranei di Palazzo Farnese di Piacenza sarà resa fruibile la sezione romana del Museo. Successivamente all’esposizione nel 2019 della collezione di ceramiche, anche la storia romana di Piacenza ritrova il suo spazio. La nuova sezione nasce grazie ai fondi della Regione Emilia-Romagna nelle linee di finanziamento POR-FESR 2014-2020 Asse 5, oltre ai fondi comunali. Il grande progetto ha visto per la sua realizzazione la coesione di un imponente Comitato scientifico e della Soprintendenza di Parma e Piacenza

Infine, Palazzo Farnese farà parte del grande progetto Piacenza 2020/21, un calendario di eventi culturali promosso dal Comune, dalla Diocesi e dalla Camera di Commercio della città.

Palazzo Farnese
Musei Civici Palazzo Farnese di Piacenza

Il percorso della nuova sezione di Palazzo Farnese

Il percorso archeologico prevede di far ripercorrere ai visitatori la storia della Placentia romana dalla fondazione (218 a.C.) all’arrivo dei Longobardi nel VI sec. d.C. Difatti, l’allestimento in 15 sale parte dall’inquadramento territoriale e cronologico e termina con un video-riassunto delle tappe storiche più importanti. I principali temi affrontati spazieranno dalla forma urbis ai culti e riti religiosi, rifacendosi ad alcuni reperti fondamentali, come il “Fegato di Piacenza” e l’inedito letto funerario, ricostruito in legno e con rivestimento in osso bovino. 

“Fegato di Piacenza”, sezione romana Musei civici Palazzo Farnese di Piacenza

Inoltre, nella mostra potranno essere osservati altri 1200 reperti e una sezione interamente dedicata alla domus romana con mosaici pavimentali e oggetti di uso quotidiano, tra i quali una scacchiera di II-III sec. d.C. in terracotta.

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NEWS | “Ritratti dalla Campania romana” in mostra online dal MANN

Parte online la mostra “Ritratti dalla Campania romana”. Saranno postati sui canali social del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, gli splendidi scatti di marmi e bronzi del fotografo Luigi Spina. Designato da Artribune come miglior fotografo senior del 2020. La mostra online sarà un’anteprima dei capolavori che saranno esposti a partire dall’estate 2021, arricchiranno la sezione “Campania Romana” del MANN.

I circa duecento capolavori in marmo e bronzo, fotografati da Spina, verranno ospitati nelle sale a piano terra dell’Ala Occidentale del Museo, chiusa ormai da decenni. Le statue provengono dalle città vesuviane, ma anche dai centri dell’area flegrea e dai settori interni della Regione. 

mostra online
Statua togata di Nonio Balbo. ©Luigi Spina.

Selezionati, per l’iniziativa “Ritratti dalla Campania Romana del MANN”, il busto clamidato di Antonino Pio ed il Busto di Matidia (entrambe le sculture provengono da Baia, sono databili al II sec. d.C. e risultano presenti nell’area della Numismatica), così come lo splendido Adone di Capua (II sec. d.C.), che adornava l’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere. Tra i reperti da ammirare sui social anche la statua togata di Nonio Balbo (I sec. d.C.). Tra i bronzi scelti per la campagna, sono da non perdere due ritratti (età augustea) provenienti dalla Basilica di Pompei.

Come in un set cinematografico i personaggi delle sculture saranno narrati con brevi post, presentandosi sulle piattaforme social del MANN.