NEWS | Viaggio indietro nel tempo, l’invito di Maiuri agli scavi di Paestum

Giugno 1931. Il Prefetto di Salerno invita gli amministratori della provincia alla conferenza sui “Nuovi scavi di Paestum“, tenuta dall’allora Soprintendente Amedeo Maiuri.

È quello che si legge nel documento custodito dalla famiglia Soprani da circa 90 anni, la figlia Enrica lo ha voluto condividere con Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum e Velia.

“Durante il periodo di lockdown, io e mio fratello Leopoldo abbiamo deciso di fare ordine in un deposito dove da anni accumuliamo cose. In una cassa metallica ben chiusa abbiamo trovato alcuni documenti degli anni ’30 e ’40 conservati da nostro papà Antonio, classe 1909, nato a Ravenna, ma trasferitosi definitivamente a Salerno per amore di nostra madre. Con estremo piacere ho pensato di consegnare al direttore di Paestum l’originale dell’invito del Prefetto per l’incontro con il prof. Maiuri nella certezza che avrebbe saputo valorizzare un ricordo di famiglia per noi così importante” – ricorda la giornalista Enrica Soprani.

Maiuri e Paestum, l’inizio di tutto

L’invito ha aperto una finestra temporale sulla prima stagione degli scavi archeologici a Paestum, la grande scoperta dei primi anni Trenta riguardò la grecità con il rinvenimento del Santuario di Hera e delle sue spettacolari metope. Alcuni anni dopo iniziò la progettazione del nuovo museo di Paestum, interrotta dallo scoppio del secondo conflitto mondiale.

Oggi continuano gli scavi al Parco Archeologico, mentre il sito resta per ora chiuso al pubblico per il contenimento dei contagi da COVID-19. A Paestum, i lavori si stanno concentrando sull’altare e sulle fondazioni del tempio c.d. di Nettuno, la cui storia si sta rilevando molto complessa

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