NEWS | Tesori d’Etruria, la collezione nascosta per 150 anni in mostra a Firenze

Il Museo Archeologico di Firenze ha inaugurato il 29 ottobre scorso una mostra dal titolo: Tesori delle terre d’Etrutria. Le sale accolgono l’intera collezione del conte Napoleone Passerini di Cortona per la prima volta dopo 150 anni di permanenza nei magazzini del Museo.

L’unica collezione “contestualizzata”

I primi reperti provengono da una trentina di tombe etrusche con splendidi corredi, rinvenute nei vasti possedimenti del conte a Bettolle e di Sinalunga (SI); la collezione del arrivava così ad avere i suoi modesti 400 vasi già alla fine del 1877, senza contare le varie suppellettili anche iscritte nel misterioso alfabeto etrusco. Napoleone acquistò poi dei bellissimi vasi attici dagli scavatori che intorno al 1879 portarono alla luce una grande necropoli con 60 tombe della collina di Foiano della Chiana (AR) e già nel 1890 aveva venduto al Regio Museo Archeologico di Firenze delle pregiate oreficerie etrusche.

A differenza della stragrande maggioranza delle collezioni private, quella di Napoleone Passerini non fu il risultato di acquisti casuali dal mercato antiquario o di raccolte incontrollate, ma può dirsi “contestualizzata” poiché tutta proveniente da un preciso contesto territoriale e culturale, quello della Val di Chiana, anello di raccordo fra i territori di Chiusi, Siena e Arezzo.

L’allestimento della mostra

La mostra è stata curata da Mario Iozzo, direttore del Museo, e dall’archeologa Maria Rosaria Luberto ed espone ben 293 reperti. Iozzo e Luberto hanno realizzato anche catalogo scientifico, edito da Sillabe (Livorno). Il percorso della mostra è facilitato dalla nuova app del Museo Archeologico di Firenze, scaricabile gratuitamente da tutti gli store online.

Maria Rosaria Ariano

Classe '99. Laureanda del CdL triennale in Scienze Archeologiche della Sapienza, Università di Roma. Ho partecipato a diverse campagne di scavo organizzate dall'ateneo romano e non solo: Leopoli-Cencelle (VT) e pendici meridionali del Palatino (RM; Domus Augustea e fortezze Frangipane), Portopalo di Capopassero (SR; con le università di Catania e di Cadice). Adoro il greco antico, ho seguito diversi laboratori di traduzione e corsi di potenziamento. Mi diverto a schedare e digitalizzare testi epigrafici, vado volentieri in giro per biblioteche e mi diverto con CAD e GIS.

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