NEWS | Si tornerà a scavare nell’anfiteatro romano di piazza Stesicoro (CT)

L’assessore Alberto Samonà annuncia un ampio progetto di riqualificazione voluto dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, insieme hanno fatto un primo sopralluogo nell’imponente struttura tra le viscere di piazza Stesicoro (CT).

Dubbi, abbandono e riscoperta

L’anfiteatro fu costruito durante i primi secoli di vita dell’impero: in assenza di scavi stratigrafici la datazione rimane incerta, la tecnica costruttiva suggerisce la metà del II secolo d.C.; un evidente ampliamento del III secolo d.C. potrebbe esserne la conferma.

Cassiodoro afferma che, già al tempo di Teodorico, il grande edificio, vetustate corruptum, veniva usato come cava per l’approvvigionamento e il riutilizzo dei blocchi di costruzione; secoli dopo Giovanni Gioieni non fece nulla di diverso per costruire abitazioni ed usare l’arena come giardino. Fu sepolto dal terremoto del 1693, le sue gallerie divennero fondamenta di nuove abitazioni, i fornici pozzi neri per gli scarichi della città.

Allorché, nel XVIII secolo, il principe di Biscari promosse i primi scavi per liberare dalla terra ciò che rimaneva del colosso; l’architetto Fichera tentò l’ultima grande impresa che riportò in luce i resti dell’ampliamento nei primi anni del ‘900, da allora si susseguirono solo rilievi tecnici.

La ricostruzione di ciò che era

L’anfiteatro di Catania è il più grande della Sicilia, sulla scia dei tre giganti italiani – il Colosseo e l’Arena di Verona – poteva contenere 15 mila spettatori seduti e quasi il doppio in piedi grazie all’aggiunta di impalcature lignee. Una maestosa struttura che si adagiava alla collina vicina e la vestiva di paramenti in pietra lavica dell’Etna, archi dalle ghiere rosse e podio di marmi, colori che si combinavano tra loro, che davano spettacolo.

La valorizzazione di ciò che è rimasto

La direttrice del Parco Archeologico di Catania, Gioconda Lamagna, annuncia nuove indagini sul sito: da quanto emerso durante il sopralluogo di Samonà e Musumeci, sono presenti dei percorsi già fruibili per cui si provvederà a garantire la totale sicurezza; sarà necessario un impianto di illuminazione artistica tale da restituire ad ogni angolo la sua antica bellezza e raccontarla ai visitatori anche attraverso strumenti multimediali: i simulatori in 3D sarebbero un sogno!

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