NEWS | Il 5 novembre sarà presentata al Parco del Colosseo la mostra “Pompei 79 d.C.”

La mostra, presentata il 5 novembre, sarà aperta al pubblico dal 6 al 31 gennaio 2021.

Il 5 Novembre ci sarà la presentazione della mostra “Pompei: 79 d.C.“, presso il Parco archeologico del Colosseo. Alla presentazione sarà presente e interverrà Massimo Osanna, Direttore generale Musei e Direttore del Parco archeologico di Pompei. “Pompei 79 d.C.” avrà luogo presso il Colosseo e verterà sull’importante quanto delicato rapporto tra Roma e Pompei. La mostra offrirà ben 100 reperti, nonché video e proiezioni virtuali. È suddivisa in tre grandi sezioni: la fase dell’alleanza, la fase della colonia romana, il declino e la fine.

L’allestimento e la grafica della mostra sono a cura di Maurizio di Puolo, mentre l’esposizione è stata ideata e curata da Mario Torelli, grande archeologo recentemente scomparso. L’evento è promosso dal Parco archeologico del Colosseo, con l’organizzazione di Electa e con la collaborazione scientifica del Parco archeologico di Pompei e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La mostra sarà visitabile al II ordine del Colosseo con entrambe le tipologie di biglietto: 24h – Colosseo, Foro Romano, Palatino e Full Experience, nella formula con arena e/o con sotterranei. 

Banner pubblicitario della mostra. Fonte: sito del Parco archeologico del Colosseo.
Pompei, 79 d.C.

La data inserita nel nome della mostra non è casuale: nel 79 d.C. avvenne a Pompei la nota eruzione del Vesuvio. Questo fenomeno sismico distrusse e coprì sotto cenere, massi e lapilli tutta la città di Pompei, che si è conservata intatta. 

Sono due le fondamentali testimonianze dell’eruzione: i resti della stessa Pompei e le lettere (epistulae) di Plinio il Giovane, di incommensurabile valore storico. In particolare, se gli scavi di Pompei fanno emergere i resti concreti di una città cristallizzata dall’eruzione del Vesuvio, una delle tante lettere di Plinio il Giovane ha reso possibile capire non solo l’anno dell’eruzione, ma anche il giorno preciso:  in una delle due lettere che lo studioso scrive a Tacito si legge nonum kal. septembres (Lettera VI,16,20), cioè nove giorni prima delle Calende di settembre, data che corrisponde al 24 agosto. In questa lettera, inoltre, Plinio descrive con dettagli e grande drammaticità, passo per passo, l’eruzione del Vesuvio e la reazione delle persone attorno a sé.

Una nube stava sorgendo e non era chiaro all’osservatore da quale monte s’innalzasse (si seppe, poi, essere il Vesuvio), il cui aspetto fra gli alberi s’assimilava soprattutto al pino. Essa, infatti, levatasi verticalmente come un altissimo tronco, s’allargava in alto, come con dei rami; […] in molte parti risplendevano larghissime fiamme e vasti incendi, il cui risplendere e la cui luce erano resi più vividi dalla oscurità della notte. […] Per calmare le paure, mio zio diceva che si trattava di case abbandonate che bruciavano, lasciate abbandonate dai contadini in fuga. Plinio il Giovane, Lettere, VI, 16.

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