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NEWS | I paesaggi dell’allume, il webinar di presentazione

Il 6 novembre 2020, alle ore 17:30, verrà presentato il volume I paesaggi dell’allume. Archeologia della produzione ed economia di rete. L’opera è stata curata da Giovanna Bianchi e Luisa Dallai, rispettivamente professoressa e ricercatrice in Archeologia cristiana e medievale dell’Università di Siena, e da Francesca Romana Stasolla, professoressa della medesima cattedra alla Sapienza di Roma.

La conferenza si terrà online su Google Meet a questo link. Nell’attesa del giorno dell’incontro, la professoressa Stasolla è stata molto gentile e disponibile: ci ha fornito delle linee guida per inquadrare l’opera nel tempo e nello spazio e per capire i contesti archeologici che analizza.

L’allume, produzione secolare di grandi e piccoli territori

L’allume in Occidente si cerca a partire dal 1453, dopo la caduta di Costantinopoli, quando non sono più attive le importazioni di questo materiale dall’Oriente; da quel momento si comincia, quindi, a cavare alunite fino alla produzione massiccia dell’allume chimico.

A livello geografico lo scopo dell’opera è indagare tutti gli aspetti archeologici riguardanti la produzione del minerale tra l’alto Lazio e la Toscana. Saranno ben trattate sia le grandi aree minerarie italiane, i distretti toscani e i Monti della Tolfa, sia le zone più modeste che hanno contribuito alla ricerca. Il quadro generale presentato è molto ampio: importanti distretti produttivi si trovano anche in Spagna, in Turchia e in altri territori del Mediterraneo Occidentale.

Leopoli-Cencelle al centro della rete di produzione

Leopoli-Cencelle è un sito archeologico all’interno del comune di Tarquinia (VT): la città venne fondata nell’854 d.C. da papa Leone IV – di cui porta il nome – per dare una sede più sicura ai cittadini di Centumcellae (Civitavecchia) e alla sua diocesi, colpita dalle razzie dei Saraceni. L’attività di scavo ha avuto inizio da un’idea di Letizia Ermini Pani nel lontano 1994. Oggi Cencelle rientra tra i Grandi Scavi della Sapienza di Roma, la cui direzione è affidata proprio alla professoressa Stasolla da diversi anni.

La città è nella zona in cui si produce allume ed è collegata con l’inizio dello sfruttamento del materiale. Nel volume che verrà presentato ci sono una serie di contributi che descrivono la situazione di Cencelle, il cui destino economico-produttivo è sicuramente legato allo sviluppo delle allumiere: la città deve la sua riconversione economica proprio allo sfruttamento di tale minerale.

Il volume I paesaggi dell’allume. Archeologia della produzione ed economia di rete sarà presentato da Enrico Basso, storico dell’Università degli Studi della Tuscia, e da Elisabetta De Minicis, archeologa dell’Università di Torino. Si lascerà, però, spazio a una discussione aperta ad altri interventi.

Maria Rosaria Ariano

Classe '99. Laureanda del CdL triennale in Scienze Archeologiche della Sapienza, Università di Roma. Ho partecipato a diverse campagne di scavo organizzate dall'ateneo romano e non solo: Leopoli-Cencelle (VT) e pendici meridionali del Palatino (RM; Domus Augustea e fortezze Frangipane), Portopalo di Capopassero (SR; con le università di Catania e di Cadice). Adoro il greco antico, ho seguito diversi laboratori di traduzione e corsi di potenziamento. Mi diverto a schedare e digitalizzare testi epigrafici, vado volentieri in giro per biblioteche e mi diverto con CAD e GIS.

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