NEWS | Gela (CL) punta sul mare, l’Odissea della nave e il nuovo museo

Torna dall’Inghilterra la nave arcaica di Gela (CL) che, dopo lunghe peregrinazioni durate 2700 anni, verrà esposta in un padiglione provvisorio dell’area archeologica di “Bosco Littorio”. Lo annuncia il governatore siciliano Nello Musumeci, che conferma anche lo stanziamento di ben 4 milioni di euro per il Museo del Mare, degna futura casa della nave provvista di un apposito ambiente a temperatura e umidità costanti per conservare i legni. La ricostruzione del Museo Archeologico di Gela (CL) sembra quindi essere alle porte, Alberto Samonà, assessore ai Beni Culturali siciliani, lo ha confermato.

Il Museo del Mare, una cattedrale nel deserto?

La notizia ha lasciato all’oscuro sulla precisa collocazione definitiva del futuro Museo del Mare. “Costruire dentro un’area archeologica? Mi sembra un’assurdità”, ha detto Alessia Mistretta, docente responsabile del programma di ricerca. “Non si edifica in un’area protetta e, se realmente vi sono le risorse per costruire un nuovo museo a Gela, che lo si faccia in una zona da recuperare, non di certo in piena area archeologica”. Una linea di questo tipo viene seguita anche dal presidente di SiciliAntica, Simona Modeo: “Il vecchio museo archeologico di Gela ha problemi strutturali, ha bisogno di cure e fondi, serve dunque un nuovo spazio per custodire la nave e vedremo quale. Ben venga anche un nuovo museo, che potrebbe essere una risorsa per Gela e il suo territorio ma, come spesso è accaduto, non vorremmo che fosse una cattedrale nel deserto o un annuncio senza seguito. Pensiamo a Sabucina, dove esiste un antiquarium e dove sono stati spesi soldi per renderlo fruibile, ma preda di vandali nell’indifferenza delle istituzioni e così accade per altri siti archeologici. Forse occorre programmare meglio le spese regionali”.

Maria Rosaria Ariano

Classe '99. Laureanda del CdL triennale in Scienze Archeologiche della Sapienza, Università di Roma. Ho partecipato a diverse campagne di scavo organizzate dall'ateneo romano e non solo: Leopoli-Cencelle (VT) e pendici meridionali del Palatino (RM; Domus Augustea e fortezze Frangipane), Portopalo di Capopassero (SR; con le università di Catania e di Cadice). Adoro il greco antico, ho seguito diversi laboratori di traduzione e corsi di potenziamento. Mi diverto a schedare e digitalizzare testi epigrafici, vado volentieri in giro per biblioteche e mi diverto con CAD e GIS.

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