NEWS | DL Semplificazioni: colpo duro alle Soprintendenze

Le parole di Alessandro Garrisi, presidente dell’ANA (Associazione Nazionale Archeologi), appaiono dure all’indomani dell’approvazione della legge di conversione del Decreto Semplificazioni che colpisce la progettazione e l’organizzazione del lavoro dell’archeologo.

«Non ci possiamo stupire se, di fronte al caos nell’applicazione delle norme del Codice Contratti da parte delle Soprintendenze, appena si è proposto di semplificare le norme è stata colpita subito l’archeologia preventiva» spiega Garrisi ad AgCult e continua: «noi archeologi dovremmo riconoscere che non sempre le Soprintendenze hanno fatto abbastanza per farsi amare, o per lo meno per non farsi detestare, salvo alcuni casi virtuosi. In questi anni abbiamo visto disapplicare scientificamente il mandato del Codice dei Contratti in materia di archeologia preventiva». 

Tanti saluti al Codice dei Beni Culturali

Tra le accuse più scagliate alle Soprintendenze c’è il blocco dei lavori davanti a ritrovamenti poco rilevanti e tale “grado di rilevanza” non è nemmeno pronunciato da un archeologo. Si sottolineano anche la mancata relazione preliminare per sondaggi preventivi e l’assenza della sorveglianza specializzata in corso d’opera.

La reazione di chi sta sull’altro piatto della bilancia

Gli Archeologi del Pubblico Impiego (API) hanno risposto alle dichiarazioni del presidente nel loro ultimo comunicato, definendole gravi, del tutto fuori luogo e avulse dalla realtà dell’operato dei funzionari specializzati che quotidianamente difendono il patrimonio storico-artistico della nazione.

Quello di Garrisi è stato recepito come un attacco contro professionisti che si impegnano ad operare le scelte migliori nel campo dell’archeologia preventiva per non danneggiare i depositi e facendo pervenire, ovviamente, tutte le richieste del caso per interventi preventivi e assistenza archeologica.

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