NEWS | Dal restauro della Cattedrale di Ferrara emergono resti medievali

La Cattedrale di Ferrara ha subito nel non molto lontano 2012 gli effetti devastanti del sisma. Questo tragico evento ha seriamente danneggiato non solo le strutture e le decorazioni interne, ma anche i prospetti della Chiesa. L’edificio è chiuso al pubblico da marzo 2019. Sono ancora molti i lavori da fare  per il restauro completo e la messa in sesto dell’edificio in chiave antisismica. Il cantiere, che si era fermato quasi un anno a causa del Coronavirus, è ripartito l’8 giugno 2020. E proprio dal restauro della Cattedrale ritornano alla luce interessanti resti di epoca medievale. Il rinvenimento è avvenuto durante la svestizione dei pilastri settecenteschi: sono infatti venuti alla luce, dopo oltre tre secoli, importanti frammenti di colonne di età medievale e dei fregi decorativi del XII e XIII secolo.

Si discute quindi sulla possibile fruizione dei visitatori di queste scoperte e sulla possibilità di mantenere a vista le parti meglio conservate di queste tracce storiche e artistiche. Questa operazione, che amplierebbe il percorso di visita e l’offerta culturale della Cattedrale di Ferrara, non è così scontata. Sarebbe necessario infatti modificare l’intervento strutturale e di restauro in corso d’opera. Al momento i lavori sono entrati nella fase della posa delle catene per consolidare la struttura portante della Cattedrale, e delle forature armate dei pilastri interni.

Dal sito della Cattedrale è possibile sostenere i restauri, facendo piccole e grandi donazioni.

La storia della Cattedrale

Il 30 settembre 1132, papa Innocenzo II dà la concessione per la costruzione del nuovo Duomo, che sarebbe sorto sul terreno dato in donazione dalla comunità ferrarese alla Santa Sede e posto sotto la protezione apostolica. Il cantiere dell’edificio è stato aperto tra il 1133 e il 1136, mentre l’altare maggiore fu consacrato l’8 maggio 1177. L’attuale cattedrale è il risultato di aggiunte, modifiche e restauri che ne hanno variato l’aspetto esterno e completamente mutato l’assetto interno. Le modifiche più significative sono state quelle di epoca quattrocentesca e seicentesca, nonché la totale ristrutturazione condotte da Francesco Mazzarelli negli anni 1712 – 1728. Ammirando l’esterno dell’edificio è dunque possibile ammirare la serie di stratificazioni. La parte inferiore della facciata è romanica, mentre la parte superiore è stata ricostruita: quest’ultima, a tre timpani, era forse in origine monocuspidata e complica notevolmente la lettura dello stato architettonico originario. 

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