NEWS | Archeologia e Arte Contemporanea, nasce Pompeii Commitment

È in partenza “Pompeii Commitment. Materie archeologiche/Archaeological Matters”, progetto basato sullo studio e sulla valorizzazione delle “materie archeologiche” custodite nelle aree di scavo e nei depositi di Pompei (NA). Lo scopo è la costituzione progressiva di una collezione di arte contemporanea per il Parco Archeologico di Pompei. La direzione scientifica è affidata a Massimo Osanna, attuale Direttore generale dei Musei per il MiBACT e in vista dell’interim alla guida del Parco Archeologico di Pompei.

«La materia archeologica – ha dichiarato Osanna – è in primo luogo la disciplina stessa dell’archeologia, ovvero lo studio del passato attraverso lo scavo, l’analisi e l’interpretazione dei reperti in relazione al loro contesto di rinvenimento. Un’indagine che l’archeologo affronta necessariamente agendo nel presente, secondo un processo aperto anche all’intuizione, alla formulazione di ipotesi, all’invenzione e avvalendosi di una visione olistica e di un approccio pluridisciplinare per ricomporre dalla frammentarietà un’unità possibile. Ma materia archeologica sono anche gli innumerevoli reperti con cui l’archeologo si confronta, nel loro stato attuale, quali architetture, sculture, mosaici, affreschi, oggetti d’uso comune, o i resti organici e inorganici, tutti loro, e a loro modo, specie viventi, che recano innumerevoli tracce di accadimenti e di conoscenze pregresse e che condividono con noi il mondo in cui viviamo. Questo rende non solo la “materia archeologica” una disciplina potenzialmente contemporanea, il cui orizzonte è rivolto al futuro più che al passato, ma anche un insieme di energie che oltrepassa le supposte differenze fra tempo storico e trasformazione ambientale, distruzione e ricostruzione, vita e morte».

Un esperto di arte contemporanea nominato curatore del progetto

A curare il progetto c’è Andrea Viliani, responsabile e curatore del Centro di Ricerca del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ed ex direttore del Museo Madre di Napoli, con il supporto di Stella Bottai – critico d’arte e curatrice di arte contemporanea – e Laura Mariano.

«Pompeii Commitment – sottolinea Viliani – ricongiunge archeologia e contemporaneità, ovvero i reperti archeologici nel loro stato di conservazione e comprensione sempre mutevole e le manifestazioni culturali contemporanee nella loro molteplice e contraddittoria creazione di conoscenze e immaginari che ancora non esistono. Il progetto connette le testimonianze di catastrofi già avvenute con scenari di rischio e ricreazione contemporanei, producendo un patrimonio esperibile non solo quale “eredità” del passato ma anche come esempio di “rigenerazione” e “potenzialità”. Questi non sono oggetti inerti ma creature, “del fango, non del cielo”, per citare Donna Haraway, sono conoscenze e immaginari vivi e in opera che possono quindi fungere da stimolo non solo per l’analisi e l’implementazione del patrimonio esistente, ma anche per la creazione di nuovi scenari, in un contesto aperto al confronto fra le generazioni, le provenienze, le discipline e le materie da cui il nostro mondo è abitato e di cui è composto. In questo senso intendiamo usare la parola “responsabilità” (in inglese “commitment”): come prospettiva che dal passato si affida al presente e dal presente al futuro, ovvero come invito ad assumere un atteggiamento di consapevolezza, di impegno, di proposta nei confronti della persistente contemporaneità, e urgenza, epistemiche che un sito archeologico come quello di Pompei continua a trasmetterci».

Il portale come centro di ricerca virtuale

Il progetto si articola in due fasi: la prima fase (autunno 2020 – inverno 2021) prevede la realizzazione di un portale web dedicato, concepito come una vera e propria porta di accesso al sito archeologico, attraverso il quale confluiranno documenti, progetti di ricerca, saggi testuali e visivi, podcast audio e video – di cui saranno autori artisti, critici, curatori, scrittori e attivisti contemporanei da tutto il mondo – che convergeranno poi in una pubblicazione scientifica finale. Il portale viene presentato come un centro di ricerca, in cui attivare un confronto diretto anche con i diversi professionisti del Parco Archeologico.

La seconda fase, che avrà inizio dal 2021, prevede l’avvio di un programma di commissione, produzione e presentazione di opere che, progressivamente, costituiranno la collezione d’arte contemporanea del Parco. Questa collezione sarà composta da manufatti e documenti prodotti da artisti, che saranno invitati a riflettere sui molteplici significati della materia archeologica pompeiana. Questa seconda fase è ispirata alle linee guida del progetto Italian Council, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBACT e volto a promuovere la produzione, la conoscenza e la disseminazione della creazione contemporanea italiana nel campo delle arti visive.

Una nuova collezione d’arte per il PAP

Opere, documenti ed esperienze entreranno a far parte del patrimonio dello Stato italiano, in consegna al Parco Archeologico di Pompei (PAP), come collezione in-progress. Esposte e discusse in anteprima a Pompei, le opere prodotte saranno successivamente presentate anche in altre sedi istituzionali e in esposizioni temporanee o periodiche, oltre che accompagnate da un programma di seminari, conferenze e workshop. Nell’autunno-inverno 2020/2021 è prevista, inoltre, la presentazione dei primi progetti editoriali e di ricerca e delle opere prodotte: la pubblicazione web connessa all’opera “Indagare il sottosuolo. Atlante delle storie omesse / Digging Up. Atlas of the Blank Histories” (2019) di Lara Favaretto; l’opera The School of Pompeii (2019) di Elena Mazzi; l’opera Black Med-POMPEI (2020) di Invernomuto; il volume monografico Gianni Pettena: 1966-2021, co-prodotto dal Parco Archeologico di Pompei.

Il progetto aspira a costituire anche uno strumento di valorizzazione del sito di Pompei, sia fisico che digitale, intendendolo come patrimonio storico e naturalistico contemporaneo, in grado di ispirare nuove linee di ricerca artistica e di rileggere con strategie innovative l’approccio ai temi del patrimonio culturale nell’accezione odierna di Cultural Heritage.

 

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