NEWS | 300 mila euro per Eraclea Minoa (AG)

Eraclea Minoa (AG) potrà godere di un restyling quasi totale grazie al cospicuo fondo arrivato dalla Regione Siciliana. Si tratta di ben 300 mila euro da stanziare per progetti immediati che serviranno a migliorare la fruizione della bellissima area archeologica. Eraclea Minoa fa parte dei 40 siti gestiti dal Parco archeologico della Valle dei Templi (AG) che ultimamente ha dato grandi soddisfazioni!

Alcuni progetti sarebbero dovuti partire nel febbraio scorso, ma il lockdown ha ritardato i piani. Più forti di prima avanzano le idee riguardo la sostituzione e la messa in sicurezza di alcuni pannelli di copertura (8.763 euro); il Parco è, poi, impegnato con CoopCulture per la realizzazione dei nuovi bagni, il rifacimento delle biglietterie e degli infodesk, che verranno forniti di un bookshop e di una caffetteria con area ristoro (impegnati 170mila euro). Importantissimo mettere l’area sotto video sorveglianza (35 mila euro): Eraclea Minoa, purtroppo, è ancora oggi oggetto di diversi scavi clandestini!

Il belvedere sul Mediterraneo

Eraclea Minoa (AG) gode di una posizione magnifica, affacciata sulla marna bianca che guarda il Mediterraneo. Un altro progetto comprende l’allestimento di un percorso che condurrà a un nuovo belvedere, da cui godere del panorama e raggiungere la spiaggia sottostante. Il belvedere dovrebbe interessare tutta la zona di Capo Bianco, un grande sperone di roccia bianca che si getta nel Mediterraneo; la città antica si adagiava sul bianco promontorio, alla cui sinistra ancora scorre il fiume Platani, anticamente chiamato Alico (Αλυκός Πλατάνι).

Minoa e il suo teatro

L’antica Eraclea Minoa (Ἡράκλεια Μινῴα) fu una colonia greca della Sicilia sud-occidentale, chiamata anticamente Minoa. Erodoto racconta che fu fondata dagli abitanti della vicina Selinunte (Σελινοῦς), polis nell’odierna provincia di Trapani che costituisce il Parco Archeologico più grande d’Europa. L’antica città aveva un’imponente cinta muraria di circa 6 chilometri che abbracciava l’intero altopiano; l’abitato ha attraversato due fasi di costruzione: in età ellenistica e in età romano-repubblicana. All’interno del reticolo dell’abitato era perfettamente inserito un teatro, sistemato nella cavità di una collinetta; la parte corrispondente alla cavea, il κοῖλον in arenaria, è eccezionalmente aperta a Sud per evitare la concentrazione del calore delle estati e delle primavere molto calde. 

Bisogna studiare l’area nei dettagli per lanciare il bando internazionale per il restauro del Teatro, atteso da ormai più di 30 anni.

“Il teatro greco di Eraclea Minoa è in un pessimo stato di conservazione. Ma è soltanto il più evidente tra i problemi che affliggono l’intera area archeologica. Purtroppo, in assenza di un progetto complessivo di musealizzazione e protezione, il teatro è rimasto sotto l’ombrello della copertura di cantiere che doveva essere un intervento-tampone per avviare i lavori e invece è ancora lì dopo 30 anni” – commenta direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta.

Maria Rosaria Ariano

Classe '99. Laureanda del CdL triennale in Scienze Archeologiche della Sapienza, Università di Roma. Ho partecipato a diverse campagne di scavo organizzate dall'ateneo romano e non solo: Leopoli-Cencelle (VT) e pendici meridionali del Palatino (RM; Domus Augustea e fortezze Frangipane), Portopalo di Capopassero (SR; con le università di Catania e di Cadice). Adoro il greco antico, ho seguito diversi laboratori di traduzione e corsi di potenziamento. Mi diverto a schedare e digitalizzare testi epigrafici, vado volentieri in giro per biblioteche e mi diverto con CAD e GIS.

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