LOMBARDIA | La Tomba della Cà Morta: analogie e differenze con la Tomba di Vix

LA TOMBA DELLA CA’ MORTA

La Tomba del Carro della Ca’ Morta è un monumento funerario di una principessa rinvenuto, per caso, a Como,  nel 1928.  La sepoltura è una delle più ricche rinvenute in città.

Vennero trovati diversi reperti facenti parte del corredo personale della principessa, tra cui una kylix attica a figure rosse, importante per datare la sepoltura, uno stamnos in bronzo, fibule ad arco composito e a sanguisuga, anelli in bronzo ed armille; tuttavia, il più maestoso di questi ritrovamenti è, senza dubbio,  un carro a ruote dentate.

Il carro da parata, a quattro ruote, presenta un pianale sopraelevato, decorato da ricchi elementi in bronzo. Il veicolo era agganciato a una pariglia di cavalli tramite una stanga che si collegava all’asse delle ruote anteriori.

LA TOMBA DI VIX

La tomba di Vix è il sepolcro di una principessa di origine celtica risalente alla fine del VI secolo a.C.

La tomba venne scoperta nel 1953 dall’archeologo Maurice Moisson, a Vix, in Borgogna.

La camera funeraria, dalle misure di circa 3×3 metri, era foderata da assi di legno e coperta da un tumulo di pietre e terra. Il corpo della principessa  era stato adagiato sul cassone di un carro e coperto da un panno, decorato con motivi rossi e blu, di cui sono stati recuperati scarsissimi resti.

Il carro da parata a quattro ruote era stato smontato e le ruote erano deposte ordinatamente su un lato della camera sepolcrale. Il carro presentava un pianale in legno, ornato da elementi in bronzo e parti di rinforzo metalliche su cerchioni, raggi, assi e mozzi delle ruote.

La deposizione di carri all’interno delle sepolture è una tradizione antichissima, che affonda le sue radici nell’età del Bronzo, epoca in cui essi erano associati ad armi e vasellame in lamina bronzea. 

ANALOGIE E DIFFERENZE

Il carro della Ca’ Morta trova precisi confronti con la tomba di Vix.

Entrambe sono tombe femminili di individui di alto rango, con un ruolo importante all’interno della società: molto probabilmente, si trattava di sacerdotesse; entrambe le tombe presentano un ricco corredo con numerosi oggetti di ornamento, diversi recipienti in lamina bronzea e in ceramica, legati al rituale del simposio aristocratico, e un ricco carro da parata a quattro ruote in legno e metallo; inoltre, le due sepolture sono separate tra loro da un intervallo cronologico di qualche decennio, ma si collocano entrambe nel momento di maggiore fioritura dei commerci tra mondo mediterraneo e mondo celtico, quando nell’Europa continentale le aristocrazie hallstattiane raggiungono l’apice del proprio potere mentre, al di qua delle Alpi, la cultura di Golasecca perviene alla sua massima fioritura.
Non ci deve, perciò, sorprendere il ritrovamento di così tanti elementi in comune tra due sepolture – quella di Vix ad inumazione e quella di Como ad incinerazione, secondo i rispettivi costumi funerari delle due civiltà – separate da circa 400 km di distanza e dalla maggiore catena montuosa dell’Europa: le Alpi.

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