CINEMA | “Joker” di Todd Phillips, uno psycothriller ben riuscito

SCHEDA TECNICA

Genere: Thriller, Drammatico, Giallo

Anno:2019

Regia: Todd Phillips

Attori: Joaquin Phoenix (Joker), Robert De Niro, Bill Camp, Zazie Beetz, Brett Cullen, Frances Conroy, Glenn Fleshler, Marc Maron, Douglas Hodge, Josh Pais, Shea Whigham

Durata: 122 min

Sceneggiatura: Todd Phillips, Scott Silver

Fotografia: Lawrence Sher

Musiche: Hildur Guðnadóttir

Produzione: DC Comics,DC Entertainment,Joint Effort

 

Nelle sale dal 3 ottobre 2019, Joker di Todd Phillips conquista le sale con uno psycothriller davvero ben riuscito.

Meritato o meno, il boom di incassi dell’ultima pellicola dedicata al cattivo più amato degli ultimi anni deve ritenersi più che giustificato. Che sia per il personaggio, che ormai sembra portare al successo ogni 35 mm a lui dedicato, o l’elaborato quanto complesso svolgersi dell’intreccio, il risultato ottenuto da Phillips è decisamente di altissimo livello.

IL PERSONAGGIO

Forse i “puristi” amanti della prima versione di stampo Burtiano storceranno il naso davanti a una nuova origine del personaggio. Forse meno fumettistica, ma sicuramente più drammaticamente umana, la nascita di Joker dal punto di vista psicologico mostra al pubblico un personaggio vero, vivo. Il fumetto perde i tratti e i colori della finzione per lasciare spazio al crudo grigiore del disturbo mentale, della sociopatia, della frustrazione.

Nessun incidente in un’industria chimica che sfigura il volto di un inimitabile Jack Nicholson. Nessuna cicatrice testimone di un’infanzia da incubo che imprime un eterno sorriso sul volto inquietante di un indimenticabile Heath Ledger.

Il Joker di Todd Phillips non rispetterà la tradizione fumettistica figlia del genio di Bill Finger e Jerry Robinson, ma con quella sua risata incontrollabile e il suo trucco da triste pagliaccio sorridente (perdonerete l’ossimoro – ndr) regala un uomo malato con (e non per – ndr) il quale è impossibile non soffrire.

LA TRAMA

Nessun mafioso, quindi. Nessun incidente o infanzia criminosa. Solo un uomo affetto da un disturbo cerebrale che lo porta a sfogare le tensione con risate incontrollabili. Un uomo malato che combatte la realtà di una vita troppo veloce, troppo fredda, troppo cattiva.

Arthur Fleck (Joaquin Phoenix) combatte dunque la sua quotidianità conducendo una doppia vita: pagliaccio professionista di giorno e aspirante comico la notte. Nella sua complessità è un perenne fallito. Troppo ingenuo. Troppo debole. Forse troppo distante dalla tipologia di cattivo cui siamo abituati, ma la sterzata del secondo tempo fa ricredere anche i più critici.

Il collegamento con Batman si mantiene timidamente lungo tutta la pellicola, con un piccolo Bruce Wayne che non fa che scatenare l’ulteriore rabbia nello spettatore. La Gotham cara a tutti, violenta e apparentemente irrecuperabile, è immutata. Forse ancora più cattiva e manifestamente crudele.

JOAQUIN PHOENIX

Che dire, supremo. Un’interpretazione magistrale. Uno studio del personaggio così intenso da permettere all’attore di Portorico di farlo proprio. Dall’ispirazione all’appropriazione. Joker è umano. Potenzialmente il nostro vicino di casa. Una bipolarità interpretata con un’intensità che va dallo struggente all’inquietante. Dal ridicolo comico senza talento, all’uomo che sembra aver calcato il palco da tutta una vita.

Impossibile non empatizzare.

Se già Jack Nicholson ci aveva incantato e Heath Ledgeraffascinato, Joaquin Phoenix fa riflettere, arrabbiare e affezionare come mai prima. Ci spiace per Batman.

LA PAGELLA
REGIA: 8
FOTOGRAFIA: 7
SCENEGGIATURA: 7
MONTAGGIO: 6
PROTAGONISTA: 10
MUSICA: 7
GENERALE: 8

G.S. Trischitta

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