ILLUSTRI MESSINESI | Francesco Maurolico, una stella messinese

Francesco Maurolico nasce a Messina il 16 settembre 1494. La sua famiglia, di origine greca (rifugiatasi a Messina per sfuggire alle invasioni turche), sin da subito gli impartisce un’educazione solida, ampliata e arricchita successivamente da Faraone, un colto e influente sacerdote messinese.

Influenzato, quindi, dall’ambiente clericale, nel 1521 Francesco Maurolico prende i voti e viene ordinato sacerdote. Nel 1550 entra nell’Ordine benedettino,  si fa monaco nel Monastero di  Santa Maria del Parto a  Castelbuono. Viene consacrato, dopo due anni, Abate nella Cattedrale S. Nicolò di Messina. Nel 1548, complice il fervore degli anni precedenti, che portarono Messina ad essere una fiorente città, venne istituita l’Università degli Studi, nella quale lo stesso Maurolico insegnò matematica.

Francesco Maurolico

Ampia e profonda infatti fu la sua mole di studi, che lo formò e rese dotto in numerose arti, portandogli fama e riconoscimenti  in svariati campi, come matematico, astronomo, architetto, storico e scienziato. Intuì e sviluppò il principio di induzione matematica, studiò metodi per la misurazione della Terra, fornì le carte geografiche alla flotta cristiana in partenza dal porto di Messina per la Battaglia di Lepanto.

 Numerose poi le sue collaborazioni; per citarne una, quella con lo scultore Giovanni Angelo Montorsoli nella creazione di due delle più belle fontane monumentali del Cinquecento (quella di Orione e quella del Nettuno), fornendo i distici latini incisi su entrambi i monumenti e realizzando, probabilmente, gran parte della complessa iconografia neoplatonico-alchemica della fonte d’Orione.

Così Vasta fu la sua ricerca in molte discipline scientifiche, che lo portò alla creazione di una serie corposa di opere manoscritte e pubblicazioni a stampa, tra cui ricordiamo alcune tra le più celebri, come “Photismi de lumine et umbra”  tratta della rifrazione e della determinazione del fuoco di una lente proponendo una spiegazione del fenomeno dell’arcobaleno, “Arithmeticorum libri duo” nel quale tratta  l’uso sistematico di lettere al posto dei numeri con un primo esempio di ragionamento fondato sull’uso del  “principio di induzione totale” ed infine, non per importanza, “Opuscola mathematica” opera contenente il calcolo del baricentro di diversi corpi (piramide, paraboloide ecc).

Muore a Messina il 22 luglio 1575 e viene sepolto nella Chiesa di San Giovanni di Malta a Messina. Sempre a nella città peloritana,sono stati nominati in suo onore il Liceo Ginnasio Statale F. Maurolico e la piazza antistante al tribunale della città.  

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