I Viaggiatori | Ibn al-Athir e l’importanza strategica di Messina

Lo storico arabo Ibn al-Athir, vissuto tra il 1160 ed il 1233, fu uno studioso dai vasti interessi ed autore di una importante storia del mondo, chiamata al-Kāmil l-ta’rīkh, La perfezione nella storia o La storia completa, una sorta di Storia universale scritta con una prospettiva musulmana. Nel testo si ritrovano le più disparate notizie, da quelle riguardanti i Rus (Russi) a quelle concernenti la storia della Sicilia; si sofferma, in particolare, sulle crociate.

Ibn al-Athir mostra con grande evidenza l’importanza strategica di Messina quale base logistica d’eccellenza e piattaforma operativa per intraprendere spedizioni sia verso le aree interne dell’isola che verso la penisola.

Veduta prospettica di una fantasiosa
Messina medievale, Anonimo

L’autore arabo infatti fornisce in particolare interessanti elementi riguardanti la Città dello Stretto perché, nell’analizzare le vicende della conquista musulmana della Sicilia, narra le operazioni militari svoltesi a Messina e menziona alcune fasi di assedio con riferimento alle fortificazioni.

Fondamentale risulta la testimonianza di Athir per quegli episodi di cui lui stesso fu testimone oculare; militò infatti come soldato, all’età di 28 anni, nell’esercito di Saladino; altrettanto utili i dati offertici sulla scorta delle indicazioni provenienti da fonti importanti quali Ibn al Qalansi ed Imad al-Din.

Le prime notizie su Messina riguardano l’anno 842, in occasione dell’attacco del condottiero ‘Al Fadl, il quale sbarcò con un’armata nel porto di Messina. Interessanti le precisazioni tattiche sull’assedio arabo: combattè fieramente la città di Messina, senza poterla espugnare. Quindi un corpo dell’esercito, facendo un giro dietro il monte che sovrasta alla città, salivvi sopra, e di lì scese in Messina, mentre i cittadini erano tutti intenti a combattere.

Proseguendo racconta che nel 901 una potente armata fu allestita da un altro condottiero, ‘Abu ‘al ‘Abbas e fu condotta da Messina a Reggio, venendo quest’ultima depredata. ‘Abu ‘al ‘Abbas fatto ritorno a Messina abbattè le mura della città; nel cui porto avendo trovate delle navi che venivano da Costantinopoli, ne prese ben trenta e fece ritorno alla capitale.

Da queste brevi indicazioni si può evincere come l’importanza fondamentale di Messina derivava dalla sua posizione di porta della Sicilia e “ponte” verso la penisola. Messina infatti era una base logistica d’eccellenza ed un’importantissima piattaforma operativa per intraprendere spedizioni sia verso la penisola sia verso le aree più interne dell’isola.

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Le cronache di Ibn al-Athir, D.S. Richards

 

Amari M., Biblioteca arabo-sicula, 2 voll., Torino 1880, Roma 1881.

Amari M. – Schiapparelli C., L’Italia descritta nel “Libro del re Ruggero” comp. da Edrisi, 1881-1886.

Amari m., Storia dei musulmani in Sicilia, 3 voll., Catania, 1933.  

Rizzitano U., Il Libro di Re Ruggero, Palermo, 1966.

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