Giro di Sicilia | La resistenza di Milazzo per la difesa della Sicilia. L’arrivo

La grande volata di Stacchiotti, che stacca Belletti e Pacioni, conclude la prima tappa del Giro di Sicilia. La gara, accolta con tanto entusiasmo, si è conclusa a Milazzo, terzo comune in ordine di grandezza della provincia messinese dopo Messina e Barcellona Pozzo di Gotto.

Fondata dai Greci intorno al 716 a.C. e dal 36 a.C. riconosciuta come civitas Romana, la città è stata al centro della storia anche durante la Prima Guerra Punica (260 a.C.).

I Mamertini di Mylae (nome romano di Milazzo) conquistarono Messana nel 270 a.C., consegnando di fatto la rocca milazzese nelle mani dei siracusani di Gerone II, essendo il contingente militare stanziato nel capoluogo e non impiegabile per la difesa di Milazzo.

I Mamertini, rimasti a Messana, si rivolsero prima ai Cartaginesi, chiedendo un loro intervento per far cessare le attività belliche siracusane. Probabilmente per evitare il predominio cartaginese, successivamente chiesero aiuto ai Romani, con i quali stipularono un accordo che avrebbe visto gli isolani impegnarsi a fianco di Roma, a condizione che Roma a sua volta intervenisse in difesa del territorio mamertino.

Ma la richiesta fu lungamente dibattuta dal Senato Romano, il quale aveva appena stipulato un accordo di pace e collaborazione proprio con i Cartaginesi. Il Senato sapeva bene che, se avesse accettato la proposta dei Mamertini, non avrebbe più potuto evitare il conflitto con i punici, che nel frattempo controllavano quasi tutta l’isola (ad eccezione, appunto, di Milazzo, Messina e Siracusa).

Nel 264 a.C. i Romani accettano l’accordo e sbarcano a Messina, località in cui si consuma il primo di una lunga serie di scontri con Siracusani e Cartaginesi, risolti poi con la vittoria di Roma e la famosa vicenda di Carthago Delenda Est.

Passata sotto il controllo bizantino dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la città subisce le incursioni arabe per poi essere successivamente conquistata, nel 1101, da Ruggero d’Altavilla. Sotto i Normanni si avrà il potenziamento del vecchio centro, con il rifacimento delle vecchie mura e del Castello, noto ancora oggi come uno dei più grandi mai realizzati nella storia!

L’ingresso del Castello di Milazzo

Nel luglio 1860, con l’arrivo delle camicie rosse, si consumò la grande Battaglia di Milazzo. Il Castello era l’ultima delle fortezze, insieme alla Real Cittadella di Messina, che ancora resisteva alla conquista garibaldina. Ricevuti i rinforzi dai Borbone stanziati presso la città dello Stretto, la battaglia sembrava volgere al termine in favore dei milazzesi quando l’esercito Borbone, condotto dal generale Giacomo Medici, optò per la ritirata strategica a Napoli, lasciando scoperta la fortezza e la Real Cittadella come ultimo baluardo per la difesa della Sicilia.

La prima tappa dell’antico Giro di Sicilia non poteva che concludersi in una località degna del suo prestigio. 

Francesco Tirrito

Archeologo di I fascia (matricola 1432) e Direttore Editoriale della testata giornalistica ArcheoMe. Dopo aver conseguito la Laurea Triennale in “Operatore dei beni culturali con curriculum archeologico” e la Laurea Magistrale in “Archeologia del Mediterraneo e Tradizione classica” presso l'Università degli studi di Messina, si specializza in “Beni archeologici” con il massimo dei voti e con lode presso l’Università degli studi di Basilicata, sede di Matera. Esperienza giornalistica maturata presso televisioni, radio e quotidiani online.

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