DIETRO AL FASCISMO | Il fascismo di pietra, il Foro Mussolini

Mussolini aveva utilizzato il mito di Roma per fornire una legittimazione storica al fascismo. Il richiamo al passato si riscontrava nelle spoliazioni eseguite dal Duce per riportare alla luce i fasti dell’antica Roma. Uno dei luoghi più importanti del regime fascista era il Foro di Mussolini. Progettato da Enrico Del Debbio, fu uno dei luoghi creati per durare nel tempo. Mantenne intatta la sua funzione originaria e simbolica per la qualità architettonica e per il nome stesso, Foro Italico, con cui era stato denominato a partire dall’agosto del 1943.

Veduta aerea del Foro Mussolini

L’ubicazione del complesso

Il luogo scelto per la costruzione del Foro Mussolini è la piana della Farnesina, tra Ponte Milvio e i quartieri di Piazza D’Armi, cui fanno da corona le colline di Monte Mario e Macchia. Luogo in cui la vegetazione e il silenzio dei boschi contribuivano a creare una sorta di immaginario classico in cui di solito erano situati stadi e teatri. Un luogo non scelto a caso: infatti, la via Flaminia collega il Foro con il centro della città tramite il ponte Duca d’Aosta, che funge da direttrice. Un luogo, però, anche considerato malsano, fino al momento della costruzione del Foro, per il ristagno delle acque e per la difficoltà degli scoli verso il Tevere. Per questo motivo, tutta l’area fu rialzata di 5 metri.

Il richiamo all’antico

Per la costruzione del Foro viene ripreso il concetto dell’antico Gymnasium, ampliato e modernizzato. Del Debbio non crea un foro alla maniera classica, con colonnati, archi e mura scenografiche, ma edifici corrispondenti alla concezione moderna della loro funzione. Esempio di questo sono gli edifici centrali dell’Opera Nazionale Balilla, dove gli adolescenti italiani avevano a disposizione tutto ciò di cui avevano bisogno per l’addestramento e l’educazione fisica. Il Duce, come i grandi imperatori romani, si fece costruire il proprio foro richiamando il mito del “nuovo Cesare”. Il Foro Mussolini era, dunque, un insieme monumentale che si riallacciava, per ricchezza di marmi, opere d’arte e per grandiosità di linee, ai più solenni monumenti dell’antichità romana. Attraverso di esso si voleva celebrare la bellezza, creando un’opera immortale, grazie all’utilizzo del marmo di Carrara, di un bianco candido, che si adattava perfettamente al verde delle pendici del Monte Mario.

L’impianto architettonico del Foro

L’Accademia fascista di Educazione fisica

Il Foro di Mussolini aveva una funzione pedagogica, sportiva, politica, monumentale e simbolica. Era costituito da un nucleo centrale, l’Accademia fascista di Educazione fisica, composto da due blocchi simmetrici, congiunti tra loro da un blocco centrale trasversale. L’edificio era intonacato di rosso pompeiano, con finestre incorniciate da sottili colonne, sormontate da timpani spezzati di marmo bianco.

L’Accademia fascista di Educazione fisica
Lo Stadio dei Marmi

Attraverso un passaggio, si accedeva allo Stadio dei Marmi, costituito da 10 ordini di gradinate, ricavate grazie al dislivello derivato dai rinterri della zona. La capacità dello Stadio era di circa 200.000 persone. Le fondazioni dell’edificio erano in cemento armato, mentre l’ossatura di sostegno delle gradinate, in muratura di tufo e mattoni. Le gradinate erano in blocchi di marmo bianco di Carrara e ospitavano 60 statue, di 4 m di altezza, poste a coronamento, sopra basamenti alti 1,20 m e 2 m di diametro. Le statue rappresentavano degli atleti, intenti in varie azioni di gioco, e furono donate dalle Province italiane. A completamento della parte scultorea, in corrispondenza delle testate degli ingressi, vi erano due nicchie in cui erano poste due statue bronzee, mentre ai lati della tribuna d’onore si ergevano due gruppi di lottatori in bronzo.

Ingresso dello Stadio dei marmi

 

Le gradinate e le statue di marmo dello stadio

 

Il monolite di Mussolini
Il monolite di Mussolini

L’ingresso al Foro era caratterizzato dalla presenza di un grande obelisco in marmo di Carrara, eretto nel 1932. Realizzato a partire dai disegni di Costantino Costantini, è il più grande blocco di marmo mai estratto dalle Alpi Apuane. L’intero progetto descrive uno spazio solenne, il cuore dell’intero complesso del Foro, ulteriore dimostrazione di come Mussolini prendesse ispirazione dalle maestose architetture della Roma imperiale per manifestare il potere fascista. Inizialmente posto al centro del Foro, venne poi spostato all’ingresso.

Il Viale del Foro Italico

Posizionato tra il monolite e la Fontana della Sfera è il viale del Foro italico. Realizzato nel 1937, è decorato con mosaici in bianco e nero che, insieme con i simboli e le parole d’ordine del regime, illustrano le fasi storiche della conquista del potere, i Balilla, la sottomissione dell’Etiopia, le arti, le attività sportive e le realizzazioni del regime. I tasselli utilizzati sono gli stessi in uso nell’antica Roma, della dimensione di circa un centimetro.

Planimetria generale del Viale

 

Mosaici del Viale
La Fontana della Sfera

All’estremità occidentale del piazzale sorge la Fontana della Sfera. È costituita da un’ampia vasca circolare di 3 metri di diametro e da una grande sfera, realizzata da un unico blocco di marmo proveniente dalle cave di Carrara. Il bacino anulare della fontana è decorato con mosaico a tessere di marmo bianche e nere con soggetti marini.

Piazza della Fontana della sfera in asse con il monolite
Lo Stadio dei Cipressi

Alle spalle dell’Accademia c’è lo Stadio dei Cipressi, formato da terrazze tagliate nel fianco della collina, con una capienza di centomila spettatori. Durante la guerra il cantiere fu abbandonato e venne utilizzato come autoparco dalle truppe alleate fino al 1949. Poi, il CONI, suo proprietario, affidò il progetto di completamento ad Annibale Vitellozzi, che lo ultimò nel 1953. Dopo la riapertura era noto come “Stadio dei Centomila”, vista la sua capienza, ma fu ribattezzato “Stadio Olimpico” quando, nel 1960, vennero assegnati a Roma i giochi della XVII Olimpiade.

Lo Stadio dei Centomila
La parte meridionale del Foro

In posizione simmetrica rispetto all’Accademia Fascista si colloca l’edificio destinato alle Terme e all’Accademia di musica, realizzato nel 1937. Ci sono poi gli impianti sportivi dedicati al tennis, che consistevano nel monumentale Stadio Olimpionico, uno stadio contenente 6 campi di allenamento ed una palazzina adibita agli ambienti di servizio dei due campi. Il lato meridionale del Foro si concludeva con la Casa delle Armi, assegnata alla disciplina della scherma, e le foresterie usate per ospitare gli atleti. 

Lo Stadio Olimpionico

 

Veduta della Casa delle Armi

Il Foro di Mussolini è uno dei maggiori interventi urbanistici realizzati durante il regime e tutte le sue opere devono essere valutate dal punto di vista architettonico. Nato inizialmente come Foro dello Sport diverrà uno dei luoghi di mobilitazione di massa assumendo una grande valenza politica e simbolica. Anche lo sport viene utilizzato come strumento di propaganda, capace di far presa sugli uomini. Il coraggio, il sacrificio, la volontà, la forza, aspetti tipici dello sport diventano caratteri identificativi della razza italiana e costituenti del nuovo uomo mussoliniano 

Sabrina Iannone

Classe 92', laureata in Archeologia Romana all'Università degli Studi di Salerno con tesi su " romanitas e fascismo: aspetti di un uso improprio". Archeologa specializzanda alla Scuola di Specializzazione in Beni archeologici di Matera. Esperienza di scavo archeologico e ricognizioni/survey in Italia. Esperienza in fotografia archeologica. Tirocini svolti presso il Parco Archeologico di Paestum.

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