ARCHITETTURA | La storia degli “Antichi portici” di Bologna

La costruzione dei portici nacque dall’esigenza dei cittadini bolognesi di ampliare lo spazio dell’abitazione non potendone modificare le caratteristiche strutturali. Si pensò, dunque, a un modo ingegnoso per “prolungare” verso la strada il solaio del primo piano della propria casa.

I portici: settecento anni di storia

Per realizzare queste prime strutture vennero utilizzate forme di sostegno con travi diagonali infisse al muro, supporti in muratura e, infine, tronchi di legno appoggiati a blocchi di selenite o di pietra. Il Comune approvò la costruzione dei portici ed emanò regole di realizzazione e manutenzione delle case con portico fino al 1250. La prima legislazione cercò di introdurre il concetto di “suolo pubblico”: anche se il portico veniva costruito da privati, doveva essere usato come spazio pubblico. Questa normativa, nonostante siano passati 700 anni è ancora in vigore. Nel XV secolo, per evitare gli incendi, venne emanato un decreto che imponeva la costruzione dei supporti per i portici in pietra e non più in legno. La legge non venne pienamente rispettata, infatti ancora oggi si possono osservare alcuni esemplari in legno, come Casa Isolani in Strada Maggiore. Il portico veniva utilizzato dagli artigiani come bottega, in questo modo si poteva sfruttare al meglio la luce naturale. I commercianti mostravano le merci protetti dalle intemperie e i mendicanti, o gli studenti, la usavano come dormitorio provvisorio. Complessivamente, oggi la lunghezza dei portici del centro e nella periferia è di 53 chilometri: la più lunga del mondo! Per la loro importanza artistico-culturale nel 2006 sono entrati nella Tentative List italiana dei siti candidati a diventare Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Casa Isolani, Strada Maggiore (BO), XIII sec. d.C., portico sostenuto da alte travi in quercia, esempio di portico medievale.

ARCHITECTURE | The history of the ancient porticos in Bologna 

The construction of the porticos was born from the need of the Bolognese citizens to expand the space of the house, not being able to change the structural characteristics. An ingenious way was therefore thought of to ‘extend’ the attic of the first floor of one’s home towards the street.

Porticos: seven hundred years of history

To create these first structures, forms of support were used with diagonal beams fixed to the wall, masonry supports and, finally, wooden logs resting on blocks of selenite or stone. The Municipality approved the construction of porticos and issued rules for the construction and maintenance of houses with porticos until 1250. The first legislation tried to introduce the concept of ‘public land’: even if the portico was built by private individuals, it had to be used as a public space. This legislation, despite having passed 700 years is still in force. In the fifteenth century, to avoid fires, a decree was issued that required the construction of supports for the porticos in stone and no longer in wood. The law was not fully respected, in fact, some wooden examples can still be seen today, such as Casa Isolani in Strada Maggiore. The portico was used by artisans as a workshop, in this way it was possible to make the most of natural light. Traders displayed the goods protected from the bad weather and beggars, or students, used it as a temporary dormitory. Overall, today the length of the porticos in the centre and in the suburbs is 53 kilometers: the longest in the world! Due to their artistic and cultural importance in 2006 they entered the Italian Tentative List of candidate sites to become a UNESCO World Heritage Site.

 

Casa Isolani, Strada Maggiore (BO) , 13th century.AD, portico supported by high oak beams, an example of a medieval portico.

Article translated and curated by Veronica Muscitto

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